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Monetizzare un blog in 12 mesi: cosa ho imparato nel primo anno di blogging (prima puntata)

Come monetizzare un blog

 

 

PREMESSA

 

Da diverso tempo ormai spesso mi viene chiesto di scrivere un post sul “dietro le quinte” della mia attività di blogging. Le richieste a volte vengono da persone che vorrebbero iniziare a loro volta un blog oppure da chi, semplicemente, vorrebbe conoscere un po’ di più questo mondo sempre un po’ nascosto, di cui si parla spesso ma che in pochi conoscono davvero, al di là dei luoghi comuni e di singoli esempi eclatanti. E qualcuno mi ha anche chiesto: “sì, ma come si fa a monetizzare un blog?”

Spesso, quando si pensa ai blog e ai blogger vengono subito in mente esempi famosi – in Italia, sicuramente Chiara Ferragni, ma anche blog che sono in realtà magazine scritti da interi team di persone, come ClioMakeup.

Insomma, agli occhi di molti sembra essere una realtà fatta di estremi, dove da un lato c’è una manciata di grandi blogger internazionali con una vita glamour finanziata dai grandi nomi della moda. Dall’altra, invece, una miriade di blog semisconosciuti che “vivacchiano” nell’ombra, con pochissimi follower, basati esclusivamente sulla voglia di scriverci dei rispettivi autori.

 

 

Attorno, tanto per complicare le cose, c’è anche tutto un mondo di fantasia e di finzione, sia da parte dei blogger che da quella di chi li legge. Finti influencer che comprano i prodotti da soli fingendo di averli ricevuti dagli sponsor, blogger che si inventano numeri e cifre immaginari. Ma anche lettori che ci ricamano su, immaginando chissà quali loschi retroscena, interessi opportunistici e guadagni miliardari da parte di noi poveri blogger.  

 

 

LA MIA ESPERIENZA

 

Io invece vorrei parlarvi della mia esperienza personale, che è ben lontana da questi due estremi. Ho pensato di farne una mini serie e, alla fine di ogni puntata, darò qualche consiglio spero utile per monetizzare il vostro blog, se ne avete uno o avete intenzione di crearne uno.

Se avete delle domande o delle curiosità specifiche, però, vi prego di aggiungerle nei commenti qui sotto: ne terrò sicuramente conto e cercherò di rispondere a tutte/i!

Ho iniziato il mio blog circa 18 mesi fa, in un pomeriggio un po’ sonnacchioso di una settimana lavorativa insolitamente tranquilla: ero sola in ufficio e, ammetto, anche un po’ annoiata. Faceva un caldo torrido, la mia amica e collega era in vacanza, solo il ventilatore che ruotava a tutto spiano dava un attimo di sollievo.

Sarà stato il ventilatore, ma mi è venuta voglia di una ventata di freschezza 😀 ! Insomma, avevo voglia di fare qualcosa di un po’ diverso, la moda e lo stile mi sono sempre piaciuti, scrivere mi è sempre venuto facile e creare un blog è davvero banale, una cosa da 5 minuti. Detto, fatto.

 

 

LA MIA IDEA INIZIALE

 

Inizialmente, la mia idea era quella di condividere, a tempo perso, le mie esperienze di decluttering, stile minimalista, creazione di un guardaroba funzionale e poco altro. E così ho iniziato.

Per i primi 7-8 mesi, lo è stato davvero, un blog a tempo perso. Scrivevo se e quando ne avevo voglia e anche tempo, compatibilmente con le mie giornate lavorative (e non) sempre pienissime di impegni. Visto il mio approccio qualunquista al blog, il traffico è rimasto molto modesto per diversi mesi, sia perché dedicavo davvero pochissimo tempo al blog, ma anche perché per diversi mesi non mi sono minimamente curata né di fare qualcosa per il SEO dei miei post  (insomma, l’insieme di strategie e pratiche volte ad aumentare la visibilità di un sito internet migliorandone la posizione nelle classifiche dei motori di ricerca), né di promuoverli in alcun modo.

 

Monetizzare un blog

 

 

BLOGGER TIMIDI?

 

Per giunta credo di essere stata, e di essere tuttora, la blogger più riservata della storia: nessuno dei miei famigliari, amici e conoscenti sapeva del blog e anche online avevo delle remore a condividere i miei post, persino nei gruppi a tema, dove tra l’altro mi invitavano a farlo! Non so, mi sembrava di fare spamming, di essere sfacciata ed eccessivamente presenzialista.

Invece, se posso darvi un primo consiglio per aumentare il vostro traffico da subito, è proprio così che si fa: si inizia a parlare del proprio blog alla mamma, alla zia, alla vicina di casa e al lattaio; da cosa nasce cosa e piano piano il giro si allarga. Insomma, NON fate come ho fatto io e non siate timide/i! 

Ovviamente, con un simile approccio non sorprende che il traffico non abbia mai superato le 10’000 visite mensili per i primi 6-7 mesi.

Poi, all’ottavo mese di vita del blog, qualcosa è successo: tornando indietro, non credo si sia trattato di un singolo elemento, ma piuttosto di un mix di fattori: ho cercato di inserire qualche parola chiave per il SEO,ogni tanto mi ricordavo di pubblicizzare un post su Instagram (dove, non usando bot o altri espedienti che ora usano in tanti per accrescere la mia audience, avevo meno di 3000 follower) o di condividere un post in un gruppo moda di cui faccio parte, cose così.

 

 

EVOLUZIONE DI UN BLOG

 

E così, mese dopo mese, l’audience del blog ha iniziato a crescere: 12’000 visite al mese 8; 27’000 al mese 9; 39’700 al mese 10; 52’957 al mese 11, 114’000 all’anno. A marzo 2019, nuovo record, 191’000 visite. Insomma, ho imparato che su Internet le cose possono muoversi abbastanza in fretta!

Con il traffico in crescita, per la prima volta mi ha sfiorato l’idea che avrei potuto iniziare a “monetizzare” un pochino il blog: non tanto nell’intento di trarne un profitto (ho già un bel lavoro e questo voglio che rimanga soprattutto il mio angolo creativo, anche se poi sperimentare mi piace un sacco, così come mi piace imparare nuove cose tecniche), ma per due motivi:

1. coprire le piccole spese che un blog ben fatto, con un suo dominio, sicuro inevitabilmente comporta e

2. dare un valore a quello scrivevo, a prescindere dal fatto che inizialmente si trattasse davvero di un’inezia!

Per me, il fatto che i contenuti del mio blog potessero essere in qualche modo “monetizzabili” significava che avevano un’utilità e un valore. E poi da economista ho sempre amato i numeri, la possibilità di avere una grandezza quantificabile (anzi, tante grandezze quantificabili, adoro le statistiche 🙂 ) da seguire nel tempo.  

 

 

 

 

MA È GIUSTO CHE UN BLOGGER MONETIZZI IL SUO BLOG?

 

Questa è una domanda che personalmente non mi sono mai posta: inizialmente perché l’idea di guadagnare con il blog era totalmente fuori dal mio radar, poi anche perché non vedo il problema.

In fondo, chiunque metta a disposizione tempo, risorse, conoscenze, energie e anche soldi (perché per avere un bel blog serio qualche spesa bisogna pur sostenerla) si aspetta quanto meno di coprire le spese, quindi perché un blogger non deve farlo?  

Purtroppo però c’è qualche invidiosa persona che al minimo accenno di annuncio pubblicitario o di collaborazione con un’azienda su un blog parte con la fantasia – anzi, inizia proprio a vedere interi film fantasy in 3D! – pensando che dietro ci siano chissà quali intrallazzi segreti o tentativi di influenzare occultamente e in modo losco il comportamento d’acquisto dei lettori. 

In realtà, ho iniziato questo blog proprio per il motivo opposto: condividere le mie esperienze perché potessero essere utili ad altri, ma anche fornire idee, spunti, presentare cose interessanti che scoprivo. Insomma, per rendermi utile in qualche modo. E penso che sia quello stesso desiderio di rendersi utili condividendo conoscenze ed esperienze ad animare la maggioranza dei blogger.

 

 

 

 

MA QUAL È LA PRIMA POSSIBILITÀ DI MONETIZZAZIONE CHE SI PUÒ ATTIVARE, QUANDO IL BLOG INIZIA AD AVERE UN PO’ DI TRAFFICO?

 

Dipende dall’indole del blogger.

Se si ha tanto tempo a disposizione e voglia di “tampinare” le aziende (due cose di cui io sono totalmente priva), probabilmente riuscire a ottenere qualche prodottino gratis da promuovere, l’accesso gratuito a qualche servizio, cose così, è relativamente facile, basta vendersi bene. 

Se questo sia da considerare come “reddito” sta a voi deciderlo; personalmente, amo promuovere solo prodotti e/o servizi che uso personalmente e nella cui validità credo fermamente.

Insomma, a  mio parere non vale certo la pena di mettere a rischio il rapporto di fiducia che si stabilisce con chi ci legge per queste cose. Inoltre, le collaborazioni sono spesso ad alta intensità di tempo. Per questo vi consiglio di valutare bene prima di accettare.

Io ho avuto la fortuna di collaborare alcune volte con aziende che amavo già prima di iniziare il blog, che realizzano prodotti che trovo assolutamente geniali. Non solo, ma ho potuto scegliere liberamente di quali prodotti parlare, quindi ovviamente ho scelto quelli in cui credo di più. Per il resto, non vado certo a caccia di queste opportunità. 

 

 

 

GOOGLE ADSENSE

 

Ho attivato Google Adsense (per una spiegazione di cos’è e come si fa ad attivarlo leggete qui) quando avevo circa 30’000 visite mensili sul blog.

Il primo mese credo abbia prodotto circa 80 EUR. Insomma, se il vostro obiettivo è arricchirvi come blogger sicuramente ci metterete un bel po’ 😉 , ma è comunque un inizio – e paga le spese di blogging e anche qualcosina in più.

Il punto con Google Adsense, è che occorre avere molto traffico per generare un reddito; e secondo le statistiche, una percentuale spaventosamente elevata di blogger italiani (e sicuramente anche stranieri) non raggiunge mai neppure la soglia minima di pagamento, che se ricordo bene è di 70 EUR.

Tanto per darvi un’idea, con un traffico di circa 150’000 visite mensili è ragionevole aspettarsi (con un po’ di attenzione e di esperienza) circa 400 EUR al mese da Adsense.

Mi dicono comunque che le cifre sono molto variabili: dipendono ovviamente dal settore (pare ci siano nicchie con pochi lettori, ma ad alto rendimento pubblicitario), dall’intensità della pubblicità piazzata nei post, dalla sua posizione all’interno del blog ecc. ecc.

 

 

ADSENSE: COME FARE?

 

C’è anche un vantaggio però: una volta che sarete riusciti ad aderire a Google Adsense, il reddito generato da Adsense sarà totalmente passivo. In altri termini, voi impostate le inserzioni nei post che scrivete comunque e sulla vostra homepage e non dovete fare altro. Per essere ammessi, bisogna prima fare richiesta, soddisfare determinati requisiti di qualità e solo allora Google Adsense vi ammetterà nella sua rete.

Anche con Adsense ci sono alcune cose che si imparano con un po’ di pratica ed esperienza. Ad esempio, dove conviene inserire la pubblicità o quali sono i momenti dell’anno in cui Adsense “rende” di più. (La mia esperienza è ancora breve, ma dicembre e gennaio sembrano essere i mesi migliori. Le aziende che si fanno pubblicità, infatti, pagano tariffe più alte per “comprare” lo spazio sul vostro blog, perché sotto Natale gli acquisti lievitano e così anche a gennaio, con i saldi).

In ogni caso, nel complesso la mia esperienza è per ora positiva. Una volta imparati i fondamentali, fatta richiesta a Google Adsense e impostato il tutto, è davvero totalmente passivo e non richiede alcun lavoro, salvo l’inserimento di qualche inserzione nei post.

Per una guida utile e completa a Google Adsense, leggete questa guida del bravissimo Salvatore Aranzulla.

 

 

Spero che questa puntata introduttiva al “dietro le quinte” dell’attività di blogging vi sia piaciuta. Certo, le cose da dire e raccontare sono moltissime! Per questo ci saranno altre puntate e, sempre per questo, vi invito a fare domande, se avete qualche curiosità al riguardo!   

 

A presto!

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