Un po’ di analisi del guardaroba

(Foto: Pinterest)

Aggiornamento dal regno delle tenebre: dopo aver trascorso il primo giorno del 2018 a curare mio marito con l’influenza, me la sono beccata anch’io. Ho fatto appena in tempo a uscire un paio di sere e a vedere gli amici che subito, zac, mi sono ritrovata a letto febbricitante e raffreddatissima.

Ogni tanto mi alzo cercando di lavorare un po’ e di finire almeno i progetti più impellenti, ma poi immancabilmente ricado in coma, nonostante tutti i farmaci antinfluenzali e rimedi omeopatici vari.

Pazienza, passerà.

Comunque, in attesa di giorni migliori e di tornare ad assumere sembianze umane (la mia tenuta attuale è decisamente poco fashion) , ho pensato di dedicare qualche minuto all’analisi 2017 dei capi e degli accessori più usati, tanto più che Stylebook, la mia fida app per la gestione  del guardaroba, mi serve una serie di statistiche su un piatto d’argento (e no, anche se l’app costa qualche euro, non mi sponsorizza, sono io che ne parlo perché mi aiuta davvero e mi diverte).

La prima statistica che ho guardato è quella dei capi e degli accessori più utilizzati nel 2017:

Tra le cose più usate troviamo: praticamente tutte le mie borse (ad esclusione delle clutch, che uso davvero pochissimo), diverse paia di jeans (in denim blu o tinte neutre come nero, grigio, bianco, crema), cappotti invernali, stivaletti ankle, alcune paia dei miei amatissimi orecchini, qualche blusa, un paio delle mie maglie di cashmere in colori neutri, un abitino di maglia e qualche paio di sandali.

Poco presenti, invece, abiti più formali e capi spalla da mezza stagione, ma anche le bluse, che sono sovra rappresentate nel mio guardaroba, vengono utilizzate poco proprio perché sono tante e cerco di ruotarle abbastanza.

Questi dati sembrano giustificare il fatto che tendo a spendere di più (cercando di fare acquisti di qualità) soprattutto in due categorie, quelle degli accessori (borse, scarpe, cappotti, bigiotteria di lusso) e dei capispalla invernali.

Dovrei invece limitarmi un po’ con bluse e maglie, probabilmente. D’altro canto, sono anche un modo immediato e relativamente poco costoso per variare un look, per cui è un po’ inevitabile abbondare nella categoria dei “top”. Più che altro vorrei cercare di limitare (e se possibile di sfoltire) eventuali “doppioni” molto simili tra loro.

L’altra statistica esaminata è quella del cost-per-wear, ossia del costo per singolo utilizzo, dato dal prezzo dell’oggetto diviso per il numero di volte in cui l’ho indossato. Un’indicazione utile per capire dove conviene “investire” il proprio budget modaiolo.

Qui sono evidenti due cose: alcuni oggetti, come cappotti di marca e borse per esempio, faticheranno molto a entrare nella statistica dei migliori cost per wear nonostante l’utilizzo intenso, perché semplicemente hanno un prezzo iniziale elevato.

Noto però anche che ci sono oggetti con prezzi anche molto diversi (ad esempio scarpe di marca/firmate e bluse di Zara) che finiscono con l’avere un cost per wear simile, perché mentre le prime vengono utilizzate molto, le seconde ruotano molto meno semplicemente perché fanno parte di una categoria sovrarappresentata nel mio guardaroba.

Tra i capi sfruttati meglio del mio guardaroba figurano senz’altro i jeans, categoria che sono riuscita a razionalizzare efficacemente negli ultimi anni.

E voi? Avete fatto qualche analisi, anche solo qualitativa e sommaria, dei vostri acquisti e del vostro guardaroba?

Avete una wishlist o qualche proposito per quanto riguarda il vostro guardaroba 2018?

A presto!

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