Intervista con la cosmetologa (prima parte)

          (Tutte le foto sono tratte da Pinterest)

Oggi vi propongo la prima parte di una nuova miniserie in tre puntate tutta dedicata alla nostra pelle e a come curarla al meglio a ogni età.

Spesso recensisco i cosmetici che uso e che amo, ma lo faccio sempre in modo empirico, pratico, basandomi semplicemente sulle mie osservazioni ed esperienze.

Stavolta invece abbiamo la fortuna di ricevere informazioni scientifiche e competenti da Giulia Dazzan, una bravissima cosmetologa  che vanta anni di esperienza professionale di alto livello in questo settore. Grazie di cuore Giulia!

Benvenuta Giulia! Sei una cosmetologa esperta e bravissima. Parlaci un po’ di te: come sei approdata nel magico mondo della cosmesi?

Giulia Dazzan, cosmetologa 

Buongiorno a te Cristina e a tutte le tue lettrici!

Diciamo che sono appassionata di cosmesi da sempre, da quando ero bambina. Mio nonno, cresciuto a Parigi , aveva un salone di bellezza ed è stato uno dei fondatori e direttore delle scuole professionali di acconciatura ed estetica a Pavia. Inoltre sotto casa mia, a Voghera, c’era uno dei primi negozi di erboristeria, la cui proprietaria era amica di mia madre, e quindi passavo molto tempo tra profumi, erbe e rimedi che allora, negli anni ’80, erano abbastanza una rarità, visto che imperversava la cosmetica super chimica e tecnologica (ricordo ancora la prima crema a base di liposomi Vichy, ero una bambina).

Mentre studiavo all’università ho collaborato con Aveda, che allora era una company indipendente importata in Italia da una ditta in provincia di Pavia, prima che fosse acquisita da Esteé Lauder.

 

Dopo la laurea ho fatto per 10 anni la professionista in un altro campo, ma ormai diversi anni fa sono tornata alla mia grande passione, quasi per caso: ho aperto un blog di divulgazione sulla bellezza naturale che mi è servito da trampolino per entrare in contatto con importanti realtà e player del settore, che allora era ancora molto di nicchia. Successivamente ho frequentato il Master di II Livello in Scienze Cosmetologiche presso l’Università di Pavia, che mi ha permesso di approfondire e sviluppare le mie conoscenze. Ho lavorato per la linea cosmetica di Wala, Dr.Hauschka come Consulente di vendita e come Trainer, e in Weleda come Trainer e  Product Manager.

Attualmente sono Consulente e Trainer indipendente, mi definisco una “Green Beauty Huntere la mia ambizione è quella di supportare le aziende a sviluppare il loro business nel segmento green.

Quali sono, secondo te, le principali esigenze della pelle nelle donne adulte, diciamo dai 35-40 anni in su?

Senz’altro la cosa essenziale è mantenere la pelle sana, il che significa mantenere adeguata idratazione, turn over cellulare e metabolismo cutaneo, riducendo la degradazione delle proteine che interviene dopo una certa età. Importante è anche supportare e migliorare il microcircolo, ridurre l’azione ossidante, aumentare le difese immunitarie e ridensificare il derma.

C’è tra l’altro una differenza sostanziale tra la pelle di una donna in età ancora fertile, e quella della donna in pre-menopausa e menopausa: le esigenze sono molto diverse. Il mio approccio è molto “conservativo”, soprattutto quando la pelle è ancora in grado di “fare da sé”.

Tra i 35 e i 45 anni, le rughe di espressione cominciano ad essere più evidenti, e la pelle comincia a dare i primi segni di “cedimento”, perdendo compattezza e tono.

Se la pelle è sempre stata ben curata, se ha preso poco sole adeguatamente protetta, invecchierà senz’altro meglio.

Nel decennio successivo, tra i 45 e i 55 anni ci si confronta con un calo ormonale che purtroppo si riflette anche sulle condizioni della pelle: diminuiscono idratazione, spessore, elasticità e tono interessando sia l’epidermide che la porzione più profonda, il derma. Diminuisce anche l’attività metabolica, che si riflette nel rallentamento del microcircolo e del turn over cellulare  determinando il colorito spento.

L’approccio quindi è di sostegno nelle attività metaboliche della pelle nel primo caso e di integrazione e supporto più importante nel secondo.

Partiamo dai fondamentali: qual è secondo te il miglior modo di detergere la pelle?

Vengo dalla scuola della cosmesi green: questo significa che per me l’organo pelle va il più possibile rispettato. La mia detersione preferita è quella che utilizza prodotti che detergono senza alterare in modo eccessivo il film idrolipidico. Che sia un latte, una mousse, un’acqua micellare, l’importante è che pulisca in profondità ma senza disidratare.

Amo molto anche la detersione per affinità, con oli o balsami specifici. La tipologia di formulazione ovviamente dipende dalle esigenze individuali, che cambiano molto anche in base alla stagione.

Una cosa importante, anche se non tutti lo ritengono indispensabile, io consiglio sempre di sciacquare la pelle con acqua corrente tiepida dopo la detersione.

Non è proprio la stessa cosa utilizzare solo un tonico. Meglio usarlo alla fine della pulizia, per chiudere il rituale e regolarizzare il pH. Oggi si utilizzano molto anche i pannetti di microfibra. Che dire, io preferisco usare anche un prodotto insieme, ho sempre la sensazione di non aver pulito bene la pelle. Stessa cosa quando sono truccata: prima asporto il make up, e poi procedo con la detersione vera e propria.

Periodicamente utilizzo anche ausili come il Clarisonic, che svolgono un’azione levigante delicata. Però non sempre, perché comunque si tratta di interferenze nei processi metabolici della pelle, che sollecitata in continuazione, può reagire con effetti rebound.

Parliamo di esfoliazione: è necessaria? Se sì, con quale frequenza? E quali sono i prodotti ottimali per esfoliare la nostra pelle?

Dal mio punto di vista l’esfoliazione è necessaria solo se la pelle è robusta e la grana spessa. Se la pelle è secca, sottile o peggio sensibile, può peggiorare la situazione. Ci sono poi scuole di pensiero che sconsigliano l’esfoliazione, perché sicuramente dopo il trattamento la pelle è più luminosa, la grana più sottile e l’aspetto migliore, ma si favorirebbe, sul lungo periodo, un effetto rebound.

Se ci pensate bene, qualsiasi tessuto del corpo umano reagisce ad un insulto rinforzandosi. Prendete i piedi, che a furia di sopportare sfregamenti, sviluppano le callosità.

Ora, mi rendo conto che sarebbe difficile sviluppare i calli sul viso, ma se continuiamo ad esfoliare la pelle senza criterio, essa reagirà  inspessendo lo strato corneo e tornando allo stato iniziale dopo brevissimo tempo.

Questo è il motivo per cui sono sempre stata molto cauta con l’esfoliazione. Direi che in assenza di particolari problemi si può fare un leggero peeling una volta a settimana, dando la preferenza a quelli enzimatici, oppure a base di granuli naturali e molto delicati (ad esempio farina di mandorle) ma tamponando, cioè senza sfregamenti. Personalmente, sono cauta anche con i trattamenti più o meno invasivi effettuati da medici estetici e dermatologi, come peeling chimici, biostimolazioni e botox. In realtà gli studi sul lungo e lunghissimo periodo sono molto carenti o non ci sono affatto.

Maschere per la pelle: una coccola, un extra utile ma non indispensabile, un must?

Anche qui, dipende dalla condizione di pelle. Sono diventata abbastanza minimalista nell’approccio beauty, dopo anni passati a spalmarmi il viso e il corpo di mille prodotti: più ne usi, più la pelle ne richiede, soprattutto se di tipo convenzionale e poco dermocompatibili. Trovo che le maschere siano fondamentali per le pelli molto secche, disidratate e sensibili soprattutto nella stagione fredda, e per le pelli asfittiche e spente.

La nostra pelle si regola molto bene da sé, ma ci sono momenti in cui dobbiamo, per così dire, “darle una mano”: ben vengano allora le maschere, o i trattamenti urto in fiale, ma limitati a particolari periodi dell’anno e non continuativamente.

Giulia è stata così carina da mettersi a disposizione non solo per rispondere ad alcune domande, ma si è anche offerta di rispondere a ulteriori domande e curiosità sulla cura della pelle, per cui non esitate a esporre i vostri dubbi e le vostre richieste nei commenti!

A questa prima puntata seguiranno altri due post sull’argomento, ricchi di informazioni interessanti su come mantenere una pelle giovane e bella nel tempo .

Perciò… Stay tuned!

9 risposte a “Intervista con la cosmetologa (prima parte)”

  1. Non vedo l’ora di leggere le prossime puntate!
    Io sono molto basic nella mia routine. Ho pelle normale e sono over 55. La sera strucco gli occhi col bifasico, “insapono” con un gel moussant senza sapone e poi passo il “pannetto” imbevuto di acqua calda. Termino con una passata di tonico alle erbe. A volte metto un po’ di crema idratante ma non sempre ne sento la necessità. Al mattino ripasso il pannetto morbido. Poi spalmo tamponando una crema con alcune gocce di siero prima di passare ad un leggero make-up. Va bene?

    1. Ciao Silvia, direi che la tua routine, se la pelle risponde bene, va bene! Unica cosa, hai provato ad applicare il siero prima della crema?

  2. Ciao Cristina, bellissima e super interessante questa serie, complimenti! Siccome mi sto avvicinando sempre più pericolosamente ai 30, sto cercando di imparare di più sulla cura per la pelle, che prima mantenevo in una modalità estremamente “low maintenance”. Avrei infatti una domanda: qualche anno fa per ignoranza ho fatto un ciclo di lampade abbronzanti, tra l’altro in concomitanza con l’assunzione di pillola (lo so, ignoranza!) e mi sono spuntate le classiche “macchie solari” sulla fronte, che sto cercando di alleviare in ogni modo e che sono comunque parte del dna genetico della mia famiglia (purtroppo anche mia madre e mia nonna ne soffrono). A parte il fatto che da allora ho imparato la lezione e metto sempre la protezione 30-50 oltre a evitare le lampade, consigli per proteggersi ed evitare le macchie solari?
    Ancora complimenti a entrambe per la rubrica, non vedo l’ora di leggere le prossime puntate 🙂

    1. Ciao carissima omonima 😊
      dunque, le macchie solari sono una bella seccatura. Intanto ti consiglio di proteggerti non solo con SPF, ma appena il sole comincia a diventare “cattivo”, ovvero in questo periodo, anche con cappello e occhiali da sole. Poi ci sono prodotti che aiutano a schiarire e che possono essere utilizzati per il trattamento della pelle soggetta a melasma, a base di inibitori della melanogenesi, antiossidanti ed esfolianti. I più efficaci sono a base di estratti di uva ursina, radice di genziana, acido cogico e azelaico, vitamina C ed E, vari flavonoidi. Il dermatologo invece potrebbe prescrivere prodotti a base di molecole più attive ma da utilizzare sotto controllo medico.

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