Il mio regime alimentare: aggiornamento e conclusioni

(Foto: Pinterest)

Nelle ultime settimane non ho più pubblicato regolari aggiornamenti semplicemente perché le semplici regole che dovrei seguire sono diventate una sorta di normalità e, come tutte accade con tutte le normalità, sono entrata in una fase in cui le eccezioni, gli sgarri e le situazioni tutt’altro che ideali dal punto di vista nutrizionale sono diventate altrettanto normali del mio regime alimentare abituale.

Pur ammirando le persone capaci di sposare una “causa”, fosse anche solo un tipo di alimentazione o uno stile di vita salutista, e di farne il contenuto della propria vita (conosco persone che non lavorano perché la palestra, la preparazione dei pasti ecc. occupa interamente le loro giornate) , quella non sono io.

Personalmente sono più per i piccoli passi, le piccole regole salutari che non stravolgono l’esistenza – anzi, quasi non si sentono! – e non danno neppure risultati miracolosi stile “-10 chili in un mese” o simili (a seconda dell’obiettivo che ognuno di noi si prefigge), ma alla lunga danno risultati soddisfacenti senza quasi doverci pensare.

Per questo, sono anche tornata a pesarmi più di rado, ogni 10-14 giorni circa.

L’ho fatto qualche giorno fa, dopo un periodo di cene fuori e grandi sgarri, e mi sono stupita di aver aver raggiunto un peso che credo di aver visto l’ultima volta molti anni fa, dopo la seconda gravidanza e in seguito a una dieta, l’unica vera mai fatta in vita mia.

Per questo, invece di focalizzarmi sugli errori, gli sgarri, i cedimenti dovuti alla golosità, le occasioni festaiole e le cene fuori a cui non ho intenzione di rinunciare, ho pensato di cercare di capire cosa ho fatto bene, evidentemente, se la bilancia mi ha premiato almeno un po’!

In sostanza, ho capito questo:

  • Dopo uno sgarro anche pesante o un’occasione di stravizio (tipo cenone o mega pranzo matrimoniale a 18 portate), la cosa migliore è tornare subito alla normalità: non saltare il pasto seguente (a meno che proprio non se ne senta il bisogno… a me capita solo dopo i pranzi da mia suocera, colpa anche mia che mi abbuffo di cose tipo patatine fritte e cotolette!) , ma continuare come se nulla fosse successo con la propria alimentazione abituale. Altrimenti si rischia il vuoto allo stomaco due ore dopo, con conseguenze… devastanti.
  • Attività fisica: su di me funziona il poco, ma regolare. A meno che non sia una settimana di vacanza o particolarmente stressante (cosa che capita nella vita di tutti, penso, ed è perfettamente normale) , mi sono data l’obiettivo di 4 mezzore a settimana.

Alterno mezz’ora di camminata veloce in salita con scatti di corsa veloce, un allenamento a intervalli gestibile anche per me che non ho mai avuto molto fiato e, trovo, efficace. Le altre due mezzore di solito le dedico ai pesi, che alla mia età sono assolutamente una necessità. Concludo con 5 minuti di stretching. Se mi imponessi di fare di più, salterei del tutto, già lo so.

  • In una giornata “no” dal punto di vista alimentare posso sbagliare assolutamente tutto, ma se c’è una cosa che salva la giornata è mangiare correttamente a cena (nel mio caso: proteine animali/vegetali e verdure i quantità moderate) ! Insomma, se anche volessi fare una sola cosa giusta, sarebbe quella!
  • A me il pesce non piace molto (con qualche eccezione), però dopo una cena a base di salmone grigliato e verdure o tagliata di tonno e verdure la bilancia segna sempre di meno. Questo mi rende il pesce molto più simpatico!!
  • Spuntini: sono sempre stata una mangiona pomeridiana: dalle 16 alle 19 riesco a divorare letteralmente di tutto e a svuotare frigo e dispensa. È il mio momento no, quello in cui mi rilasso prima di pensare alla cena, ed è subito lo sfacelo.

Il nutrizionista mi ha ordinato 6 mandorle come spuntino, all’inizio pensavo che scherzasse! Ma è così che ho scoperto il potere della mandorla 😉 : una piccola manciata spezza la fame per almeno due ore – e se funziona su di me, figuriamoci sulle altre meno mangione di me!

  • Sgarri: un po’ come si scelgono le proprie battaglie, secondo me occorre scegliere i propri sgarri. Io lo sapevo in partenza che non avrei retto a lungo con la versione “hardcore” del regime alimentare che mi è stato assegnato a causa di una serie di intolleranze e piccoli squilibri, così mi sono chiesta cosa davvero mi mancasse.

La risposta: qualche pezzo di parmigiano (in teoria i latticini mi sarebbero tutti vietati, salvo uno yogurt di latte di pecora al mattino (ne ho trovato uno al cioccolato buonissimo) e un bicchiere di vino 3-4 volte la settimana). Così ho serenamente reintrodotto queste due cose in quantità moderate e, almeno per ora, mi trovo bene e non noto nessun sintomo allarmante.

  • Certe cose che credevo mi sarebbero mancate sono in realtà solo abitudine: così è stato per il mio tradizionale rito di svuotamento del cestino del pane. Semplicemente, non lo faccio più e non ci penso più.

  • Qualche coccola per sé stessi è sempre utile: più ci si prende cura di sé e più migliorano molte cose, ho notato – inclusa la voglia di riempire il proprio corpo di cibo spazzatura, che di solito cala molto. Io non ho mai molto tempo e predico bene, ma razzolo male, però un massaggio ogni tanto me lo regalo!

Detto questo, ci sono ancora molte cose che potrei migliorare e ottimizzare, ma io non sono perfetta e, nei limiti del ragionevole, faccio quello che posso.

Per esempio, dovrei bere di più e continuo a non raggiungere il target di un litro e mezzo, ma inizio la giornata con un bicchierone di acqua e limone e, quando mi ricordo, prendo persino gli integratori! 😉

 

 

 

6 risposte a “Il mio regime alimentare: aggiornamento e conclusioni”

  1. Anch’io sono una mangiona pomeridiana
    e anch io sto imparando a spezzare la fame
    con le mandorle e pure con le noci. Infatti,
    io ho la fortuna di essere costretta a mangiare
    sano a pranzo,infatti,la mensa della scuola nella quale lavoro prevede tutti prodotti
    a chilometro zero e a misura di bambino,
    però, mangio alle 12 e alle 16 se non mangio
    impazzisco!!! Fai bene a non rinunciare a
    mangiare fuori, anche perché, è un grandissimo
    momento di relax.

    1. La tua è una vera fortuna – ed è anche una fortuna per i bambini della scuola! Io vicino all’ufficio ho varie opzioni di bar e ristoranti che propongono piatti del giorno bilanciati o insalatone complete. Se sono sola, invece, vado a un salad bar vicino all’ufficio e mi faccio preparare un’insalatona su misura, hanno davvero mille verdure diverse più varie fonti proteiche, legumi, crostini, semi ecc. e sono buonissime! Credevo di aver raggiunto il nirvana quando sotto il mio ufficio hanno aperto un take-away vegano, invece ho fatto qualche prova e le cose che propongono sono pesantissime e piene di salse e grassi, probabilmente vogliono scimmiottare piatti tradizionali (come ad es. gli hamburger) e per dargli sapore aggiungono cose molto pesanti.

  2. Ciao! Ovviamente ti leggo sempre ma non ho sempre il tempo di inserire un commento di senso compiuto, ma ci tenevo a ringraziarti per questo post in particolare.
    Come tutti i tuoi articoli dedicati al benessere e all’alimentazione, traspare dalle tue parole una profonda serenità nei confronti del tuo corpo e del tuo modo di approcciarti a esso; è una cosa che ammiro tantissimo e cui io aspiro dal profondo del cuore!
    Io ho sempre cercato di fare attività sportiva in maniera assidua, e non ti nego che per me il mancato raggiungimento degli obiettivi (numero di sessioni, un pasto un po’ troppo ricco) è sempre stato fonte di stress e di vero e proprio senso di fallimento.
    Adesso che ho un lavoro a tempo pieno (che amo) e una casa da gestire trovare il tempo ma soprattutto le energie per affrontare il fitness è triplamente difficile; in più vado verso i 30 e comincio a sentire la differenza sul mio corpo quando mangio e bevo qualcosa di più. Al tempo stesso non ho voglia di fare del fitness la mia ragione di vita, proprio come te, ho altri interessi più forti dell sport.
    Tu come la trovi la motivazione e l’organizzazione per fare tutto ma soprattutto come fai a essere così serena? So che è una domanda un po’ stupida però, davvero, ammiro la tua visione della vita, sei esattamente come “vorrei essere”.
    Spero di non averti dato noia con questo commento lunghissimo e blaterando anche di me, ciò non toglie che il tuo blog è diventato uno dei miei quattro preferiti perciò ti faccio i miei più sinceri complimenti e ti ringrazio per la cura che presti nella scelta dei contenuti che offri 🙂 Un abbraccio!

    1. Ciao Giulia, ti ringrazio molto per le tue parole gentili, anche se non so quanto meritate! L’ammirazione è reciproca e leggo sempre con grande piacere il tuo blog, scritto davvero benissimo.
      Sono ben lungi dall’essere un modello di perfezione per quanto riguarda uno stile di vita sano, credimi, perché proprio come te mi ritrovo molto spesso a fare i conti con tutta una serie di inevitabili ostacoli
      presenti nella vita di tutti i giorni.
      Forse io sono anche di una generazione (classe 1966) in cui la linea o un qualsiasi ideale di perfezione estetica non avevano tutta questa valenza e forse anche per questo sono cresciuta con un’immagine positiva del mio corpo che ora, invecchiando, continuo a mantenere perché è una cosa interiore, mentale, più che esteriore.
      Per me, l’unica “ricetta” è avere un po’ di equilibrio: scendere a patti con la realtà, accettarsi e soprattutto volersi bene, trovando anche nei momenti di maggiore stress qualche scampolo di tempo tutto per sé.
      Io ho risolto i miei problemi di mancanza cronica di tempo portandomi il fitness in casa: avendo una “stanza degli ospiti” piuttosto grande a disposizione, ci ho messo un tapis roulant e un paio di macchine per i pesi, che integro con qualche piccolo allenamento (stretching, addominali, cose così) che prendo da Youtube. L’avere già lo stretto indispensabile in casa mi aiuta moltissimo.
      Sono meno brava invece con i pasti, perché spesso mi ritrovo a dover scendere a patti con il resto della famiglia che non sempre gradisce i miei piatti salutisti. Anche lì noto comunque un certo miglioramento, ho alcune ricette lampo che piacciono a tutti, altre cose le preparo direttamente quadruplicando le porzioni e surgelo tutto in pratiche vaschette, così alla peggio ho sempre qualcosa di pronto.

      Io comunque sono la negazione di ogni forma di organizzazione (giusto sul lavoro riesco a essere organizzata), per cui imparo strada facendo!

      Un bacio
      C.

  3. Sicuramente la (non) cultura di oggi non aiuta, tutto questo bombardamento di immagini perfette non fa che minare la sicurezza in sé… grazie mille per aver condiviso il tuo approccio, piano piano anche io voglio “costruirmi” una piccola palestra in casa! Ti ringrazio per i complimenti, sei molto gentile, ma prima di arrivare ai tuoi livelli di stile devo percorrerne di strada! Grazie ancora per la tua risposta, buona giornata!

    1. Grazie di cuore Giulia. Per la palestrina in casa basta poco, al limite anche solo un tapis roulant e una panca con qualche peso o kettlebell!

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