In principio fu il decluttering

Ci risiamo: oggi è il 31 agosto, fuori c’è un bel temporale estivo che dovrebbe rinfrescare e piano piano sta tornando il desiderio di fare shopping, di riempire il guardaroba di cose nuove e scintillanti.

Un tempo – neanche troppo tempo fa – partivo in quarta in missione, non prima di aver letto tutto sulle nuove tendenze autunno / inverno, e accumulavo nuove cose, cose che spesso assomigliavano in modo sospetto a quelle che avevo già.

Poi ho scoperto la nuova arte del decluttering o, più banalmente, del riordino selvaggio del guardaroba, quello che alcuni chiamano anche “cambio di stagione“, e con il tempo è diventato quasi una forma di meditazione zen, ancorché frivola.

Calma i nervi, per quella sua capacità di regalarci la deliziosa sensazione di avere tutto sotto controllo, fosse anche soltanto il contenuto del cassetto della biancheria.

Aiuta a riflettere sui nuovi acquisti, rendendo evidenti le lacune, facendoci scoprire (sigh) tesori dimenticati e magari ancora etichettati e aiutandoci a riflettere sugli acquisti più mirati per la nuova stagione.

Più di una volta il decluttering ha magicamente liberato risorse sufficienti all’acquisto di una nuova borsa dei desideri – il mio oggetto feticcio, la mia debolezza di sempre.

Dopo aver letto lo scibile umano sui temi del decluttering, della gestione del guardaroba, delle capsule collection, del guardaroba minimal, dei capi must have di ogni buon guardaroba and so on (sono davvero convinta che nessuno alle mie latitudini abbia letto un numero altrettanto esagerato di libri sull’argomento, anche perché mi avvincono e non riesco mai a resistere alla tentazione di comprare l’ultimo uscito, pur sapendo che, molto spesso, il contenuto sarà molto simile a quello dei precedenti; in ogni caso, alcuni di questi libri sono davvero validi e, soprattutto, motivanti. Anzi, penso di dedicare loro un post, prossimamente, magari a qualcuno interessa).

In ogni caso, anche quest’anno ho deciso di ripartire dai fondamentali:

  1. Svuota il tuo guardaroba e getta pazzamente tutto il suo contenuto sul letto, creando una pila alta uno o più metri. (Questa è la versione purista, quanto meno, che offre l’indubbio vantaggio di motivare a finire in fretta, perché altrimenti non sarà più possibile andare a letto. In alternativa è possibile anche procedere per categorie, ad esempio tutte le maglie, poi i jeans ecc. Questo metodo è l’ideale per chi come me non ha mai tempo e viene costantemente interrotto).
  2. Dividi il contenuto in 3 pile distinte: 1. cose che amiamo e che spandono gioia all around, come direbbe Marie Kondo; 2. oggetti dubbi; 3. cose da scartare. Fra queste ultime ci sono senz’altro le cose che non ci stanno bene, che ci fanno sentire sciatte/grasse, di colori improponibili, che non si abbinano a nient’altro ecc. ecc. Gli oggetti in forse, invece, li deposito temporaneamente nel “limbo”, un armadio situato in un’altra stanza. Lontan dagli occhi…

 

  1. Reimmetti il contenuto della pila numero 1 (oggetti amati e senza i quali non si può vivere) nel guardaroba, preferibilmente ordinato per tipologia e colore. Questa fase, almeno nel mio caso, non porta quasi mai ai risultati da me sognati (frutto di visioni di armadi zen contenenti solo 8 capi perfetti in colorini neutri, con tanto spazio in mezzo) , ma dà comunque grande soddisfazione (vedi foto in alto vs. foto qui sopra).

Insomma, sarà banale ma anche quest’anno, onde evitare errori madornali e eccessi di ogni tipo, partirò da qui.

Qualche spunto per iniziare:

Articolo: https://www.thespruce.com/how-to-declutter-the-closet-2648420 (in inglese)

Video: https://www.youtube.com/watch?v=RaLMBzfQeQE (in inglese)

 

11 risposte a “In principio fu il decluttering”

  1. Grazie per tutti i tuoi utilissimi consigli! Sono
    finalmente riuscita a svuotare il mio armadio
    da tante cose inutili ( alcune le ho declassate
    ad abbigliamento casalingo) e a riorganizzare
    il mio spazio dedicato al make up!!! E grazie
    per le foto dei tuoi look, sempre di ottimo
    gusto e mai banali , per me , donna di 44
    anni in crisi di identità ‘ abbigliosa ‘ , di gran
    conforto !!!

    1. Grazie a te Alessandra! Sono contenta che il decluttering abbia sprigionato ancora una volta la sua magia! 🙂 Il declassamento è assolutamente ammesso, io lo faccio con le t-shirt di “serie B” che uso per andare a correre o fare palestra (tanto non mi vede nessuno)!

    2. Allora sei già a buon punto, Alessandra! Ho notato anch’io che le scarpe di qualità, specie se “curate” (risuolatura ecc.) , durano in eterno!

  2. Grazie ancora a te Cristina, ora mi resta soltanto da capire quanti pezzi eliminati devo sostituire
    e con cosa. Per l abbigliamento estivo ho le
    idee chiare , per quello invernale un po’ meno
    ( ma il settore invernale del mio armadio è
    messo meglio ! ). E in questi giorni di vacanza,
    svuoterò anche la scarpiera! Per fortuna, le
    scarpe firmate che ho, anche se tutte comprate
    dagli otto ai sei anni fa, sono tutte ancora in
    ottime condizioni e attuali !

  3. Cristina, this is a wonderful new blog. Thank you for your lovely posts. Your photos and topics leave me feeling inspired. I’m having fun following along with you.

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