CLASSICI MA NON TROPPO: L’ABITO BIANCO ESTIVO

Un super classico della stagione estiva è, da sempre, l’abitino bianco, preferibilmente fresco e arioso.

Corto o lungo, è capace come nessun altro capo di valorizzare la nostra abbronzatura e di tenerci fresche con stile ed eleganza.

I modelli sono infiniti, da quelli più minimal e lineari e quelli d’ispirazione boho, ricchi di pizzi, trine, nastri e volant, un genere che d’estate – e a differenza del resto dell’anno – piace tantissimo anche a me.

Il vantaggio dell’abito bianco sta tutto nel suo colore: il bianco è infatti un colore a suo modo forte, un protagonista assoluto, che offre al tempo stesso il vantaggio di trasformarsi in una “basecapace di valorizzare qualsiasi cosa: fantasie multicolor, tessuti dalla texture particolare, dettagli insoliti, materiali come il cuoio, il rattan o il metallo dorato, ma anche altre tonalità neutre che, insieme al bianco, creano bellissimi giochi di sfumature.

1- BIANCO E BASTA

Il bianco è senz’altro un colore protagonista e il suo impatto può essere piuttosto forte, a dispetto della sua apparente neutralità. Perché allora non sfruttarne pienamente l’effetto indossando un abito tutto bianco e accessori in tinta?

 

2 – PIZZI & TRINE

La neutralità e il candore di un abito bianco ne fanno la base ideale per giocare con la ricchezza del tessuto; per questo, tessuti e dettagli come pizzi, frange, voltant, ricami all’uncinetto e nappine ne potenziano al massimo l’effetto senza (quasi) mai risultare kitch o “too much”.

3 – BIANCO+

Abbiamo già visto che il bianco è forse il miglior colore in assoluto per valorizzare per contrasto fantasie, colori vivaci e tessuti particolari. Perché allora non fondere in partenza le due cose e optare per un abitino bianco con fantasia incorporata?

L’importante è sceglierne uno in cui il bianco la faccia comunque da padrone: questo tipo di fantasia, infatti, illumina tantissimo il viso di chi l’indossa.

4 – BIANCO & CUOIO

Il cuoio e la pelle scamosciata sono alleati ideali del bianco.

5 – BIANCO & NATURA

Il bianco è anche il compendio ideale di molte fibre naturali come la paglia, il rattan, il legno e il cuoio. Un effetto che può essere facilmente “giocato” con borse e cappelli di paglia, collane in materiali ottenuti dalla natura e altri dettagli “naturali”. Anche accessori come occhiali da sole, bracciali o pettinini per capelli in tartaruga legano benissimo con il bianco.

6 – BIANCO & ANIMALIER

Abbinamento meno classico, ma di grande impatto. L’importante è mantenere neutro tutto il resto, soprattutto le scarpe.

Stavolta non è un abito, ma trovo l’effetto bellissimo…

7 – BIANCO & COLORE

In questo caso basta davvero un dettaglio per cambiare le regole del gioco!

8 – VEDO – NON VEDO

Molto piacevoli e apprezzati, infine, anche i modelli con effetti cut-out o trasparenze che nel caso del bianco (come del resto del nero) esplicano pienamente il loro effetto.

 

Per una selezione di abitini bianchi vedi qui , qui e qui

o anche questi vestitini bianchi estivi

… e il sandalo nude perfetto per un abitino bianco:

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Nuovo acquisto del mese: il bomber

L’acquisto del mese (per me) non è solo nuovo nel senso che si tratta di un nuovo acquisto, ma è anche un capo che non tenevo più in guardaroba dal… 1984, forse.

All’epoca tra gli adolescenti impazzava infatti la moda del bomber verdone da paracadutista e io, pur di possederne uno autentico, ricordo di essere scappata dal gruppetto con cui mi trovavo in gita a Londra durante una vacanza-studio nel sud dell’Inghilterra in compagnia di un’amica (più tardi avremmo dichiarato di esserci “perse”) per raggiungere Carnaby Street, dove (così narrava allora la leggenda) era possibile acquistare bomber autentici.

E sono effettivamente riuscita ad accaparrarmene uno!

Per fortuna stavolta è stato molto più facile procurarmene uno, anzi due, perché alla fine la scelta era così vasta e i singoli pezzi così carini che è stato difficile limitarsi a due soltanto!

Grazie alla segnalazione di un’amica, ho trovato questo modello a fiori di Stradivarius e un secondo modello, più diurno e sportivo.

Sono soddisfattissima dell’acquisto e sono anche degli ottimi antivento in queste giornate ancora incerte, ma anche un ottimo capo spalla serale quando farà più caldo, soprattutto nelle versioni floreali, senz’altro più eleganti che sportive.

Bomber a fiori Stradivarius

L’altro bomber ha un look più sportivo, ma si abbina molto bene con i colori che metto più spesso in primavera e in estate: il bianco e il blu, ma anche il rosso.

Inoltre, con polsini e colletto con dettagli rossi, riprende anche uno dei trend di questa stagione.

Sempre su Stradivarius si trovano bomber in varie altre versioni, alcune davvero molto carine, come questo in verde. Difficile scegliere!

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Look del giorno: outfit per l’ufficio nero, pitonato e dettagli gold

Dopo il long weekend di Pentecoste riprendo a lavorare oggi abbastanza riposata, ma con mille cose da fare. Per questo il look è tanto più spiccio.

Ho optato per la mia classica “divisa” pantalone skinny/slim + blusa + capospalla e decolleté, ma conto di “lavorare” seriamente al problema dei vestiti (o meglio, della loro parziale assenza nel mio guardaroba!), appena posso!

Cosa indosso:

Blusa, Michael Kors (old, simili qui e qui)

Jeans neri, Mango mod. Olivia, questi sono dello stesso modello oppure c’è ampia scelta qui

Blazer lungo nero, Zara (simile qui o qui)

Decolleté, Michael Kors via yoox, old (simili qui)

Borsa, Givenchy mod. Nightingale (old)

Orecchini a cerchio dorati, Asos (molti simili qui)

 

 

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Costumi per l’estate

(sfilata moda mare Goldenpoint 2018)

In questa domenica tutt’altro che primaverile ho deciso di scrivere un pezzo dedicato ai costumi da bagno per l’estate 2018, così, tanto per far volare un po’ la fantasia verso lidi più caldi e mediterranei.

Tra le mode di quest’anno, quella più evidente riguarda senz’altro la profusione di fantasie dedicate alla natura: è tutto un fiore, soprattutto, ma anche animaletti, conchiglie e frutta vanno forte. Tra le altre fantasie in voga vanno forte righe e pois, che ricorrono peraltro anche nell’abbigliamento.

Tra le tendenze che si riconfermano dalle scorse stagioni troviamo quella del costume intero, che sembra la soluzione perfetta per coprire zone problematiche ma non sempre lo è (sta meglio alle magrissime, purtroppo), il trend sportivo, con capi ispirati al diving, al surf e al nuoto agonistico, e quella dei costumi ricchi di laccetti , stringature & co. effetto sexy.

Anche i costumi d’ispirazione boho non perdono il loro fascino e in circolazione si vedono ancora molti modelli di bikini ricamati all’uncinetto o con dettagli retrò.

Grande ritorno, per fortuna mia e di chi come me apprezza le linee sobrie e pulite, del classico bikini a triangolo e dell’intero a tinta unita, spesso nero.

Reggono inoltre (ormai sono diventati un classico ed effettivamente stanno sempre bene, trovo) dettagli come cinture, anelli ecc. di ispirazione sixties.

Passando ai singoli modelli, ne ho selezionati alcuni che mi hanno colpito:

 

 

 

 

 

Bikini Dorina fuxia con laccetti (Asos)

Bikini a righe bianche e blu con top a fascia (Asos)

Bikini classico bianco a triangolo a lavorazione uncinetto

Costume intero a fantasia floreale-rigata (Rip Curl)

In generale, Asos è una vera e propria miniera d’oro per i costumi da bagno e offre il vantaggio del reso gratuito, particolarmente importante per questa categoria.

Inoltre è fornitissimo di modelli che vengono incontro a esigenze specifiche: bikini con top a coppa grande e un’infinita scelta disponibile per il Mix & Match, consentendo così di adattare al meglio i bikini alla nostra fisicità.

Costume intero con decorazione floreale Pamela (Calzedonia)

Costume monospalla con volant (Calzedonia) – questo mi ricorda un costume Fiorucci che avevo da ragazza e che adoravo, sta benissimo con un po’ di abbronzatura!

Anche Calzedonia è un ottimo posto dove fare del Mix & Match con i bikini; le varie possibilità sono tutte illustrate chiaramente sul sito.

Bikini floreale Emily (Calzedonia) – trovo abbia colori meravigliosi e poco visti che stanno benissimo soprattutto a chi si abbronza almeno un po’!

Bikini Pamela monospalla con decorazione floreale ton sur ton – lo trovo bellissimo

Fascia imbottita INDONESIA (Calzedonia) – quest’anno il bikini a fascia è meno presente, ma io penso che resisterà nel tempo perché offre l’immancabile vantaggio di non lasciare segni sulle spalle!

Passando invece a Goldenpoint, altro marchio di qualità italiano con un ottimo rapporto qualità prezzo (ne ho diversi) , quest’anno il tema dominante è decisamente quello floreale, proposto non solo nei tessuti:

L’anno scorso ho acquistato questo modello in blu scuro, quest’anno è stato riproposto in una meravigliosa tonalità di viola – favoloso!

Bikini malva a roselline (Goldenpoint)

Intero mare arancione, uno dei colori di stagione (Goldenpoint)

Infine, decisamente vasta la scelta di costumi interi e bikini su La Redoute: si spazia dai modelli moda a righe e a fiori a quelli push-up o ideali per risolvere – con stile – piccoli problemi di vestibilità (modellanti, premaman ecc.).

Sunday mood

Oggi poche parole e un tocco di rosa per questa domenica piovosa…

che ogni tanto capita proprio a proposito, perché regala quella piacevole pigrizia, quella sensazione che, tanto, non si perde niente a non uscire di casa, per una volta.

Ci si rilassa profondamente, si passa del tempo in compagnia di chi si ama, si legge, si dormicchia con la tele accesa, magari… lasciandosi semplicemente vivere.

FARE SHOPPING DA HERMÈS (MA ANCHE NO)

(Tutte le immagini sono tratte da Pinterest)

Ho sempre amato le belle borse e negli ultimi anni ne ho collezionate alcune, per cui negli ultimi tempi il ritmo di acquisto di nuovi oggetti del desiderio è alquanto rallentato.

Da circa un anno, però, ne avevo adocchiata una nuova che, oltre a piacermi e ad avere la stoffa per diventare un classico del guardaroba (senza però essere una delle it bag che attualmente pendono dal braccio di ogni influencer, Instagrammer, youtuber che si rispetti) si adatterebbe bene anche al mio stile di vita e alle mie occasioni d’uso: la Evelyne di Hermès.

Il mio nuovo oggetto del desiderio (ora già meno) : la Evelyne di Hermès

Dopo qualche tentennamento sul colore (prima avevo pensato al color cuoio, poi ho trovato lei, la sfumatura perfetta per me: gris tourtourelle), mi sono messa alla ricerca della fatidica borsa in ben due città: a Milano e nella ridente cittadina lacustre del sud della Svizzera in cui vivo, provvista di monomarca Hermès grazie alla costante fiumana di turisti arabi, russi e asiatici di passaggio.

La prima volta in cui sono entrata fisicamente in contatto con l’oggetto del desiderio in questione (che per brevità chiameremo OD) mi trovavo a Milano. Ero in compagnia di due amiche, siamo entrate nel Sacro Tempio di via Montenapoleone, accolte da uno stuolo di addetti alla security muniti di auricolari, walkie talkie e probabilmente kalashnikov che manco alla Casa Bianca.

Hermès store di Milano

Al piano di sopra, quello destinato alle borse, una cortese venditrice dalla tipica efficienza meneghina mi ha mostrato la borsa in una delle sfumature che fino a quel momento consideravo papabili, me l’ha fatta indossare e persino analizzare alla luce del giorno, vicino a una finestra, naturalmente rimanendomi sempre alle calcagna (avrei pur sempre potuto lanciarla, non so, dalla finestra a un complice mimetizzato tra gli eleganti passanti del Quadrilatero, lasciando le mie due amiche in balia della security di Hermès…) .

Morale, la borsa era un po’ cupa per i miei gusti in quel colore, un po’ troppo verdona, e gli altri colori disponibili non erano di mio gusto, ma sono stata subito tranquillizzata: “l’altro colore da lei citato è comunque un classico, ogni tanto la casa madre ci onora inviandocene 1-2 pezzi, provi a ripassare, ritenti, potrebbe essere più fortunata la prossima volta…” (di un bel “ci lasci i suoi numeri, sarà nostra cura farne arrivare una, senza impegno, e la contatteremo immediatamente” come avrebbero fatto in qualsiasi altra boutique di lusso che si rispetti neppure l’ombra).

Bella ma un po’ cupa per i miei gusti

Qualche tempo dopo ho ritentato la sorte nella boutique monomarca Hermès della ridente cittadina svizzera in cui vivo, stavolta in compagnia di mio marito (non la migliore delle compagnie in questo caso, lo so, ma ho voluto sfidare la sorte).

Qui, l’addetto alla sicurezza/apriporta era solo uno, un simpatico signore dall’aria piuttosto amichevole (e probabilmente anche sprovvisto di kalashnikov).

Essendo la boutique più piccola, sono stata prontamente ricevuta da quella che ormai è diventata la mia BFF (best friend forever, oggi sono in vena di acronimi) nel mondo Hermès: la signora Graziella, una persona davvero squisita a cui vi consiglio di fare riferimento se mai doveste varcare la soglia del Sacro Tempio della mia città.

Stavolta il mood era diverso: elegante, raffinato ma molto più cordiale, probabilmente anche per motivi culturali: in Svizzera, regno dell’understatement, lo snobismo forzato e quella sottile vena antipatia di stampo squisitamente parigino funzionano molto meno bene: il rischio per i vendeurs e le vendeuses di essere mandati/e a stendere invece che trattati con timore reverenziale è altissimo.

Boutique Hermès della mia città

Qui ho avuto modo di provare alcune Evelyne in vari colori (ma non in quello che desidero, purtroppo) e anche una borsa di un modello  diverso, ma nel colore che vorrei, tanto per vedere come mi stava.

La signora Graziella si è dimostrata davvero gentilissima, ma anche lei ha rapidamente stroncato ogni mia illusione di mettere le mani su una Evelyne color gris tourtourelle: roba che il sacro graal, al confronto, è robetta dozzinale che trovi in ogni mercatino!

Forse potrebbe arrivare qualcosa del genere in autunno, ma non ci sono certezze: la casa madre, infatti, pare non avvisi neppure i propri punti vendita di quello che, bontà sua, invierà loro affinché possa essere – diononvoglia, che volgarità!! – persino venduto.

Oppure, mi ha consigliato la signora Graziella (che evidentemente non lavora con un obiettivo di fatturato, né personale né di punto vendita), qualora nella mia frenetica vita di globetrotter mi fossi dovuta prossimamente recare, chessò, a Mumbai, Doha o Chattanooga, avrei potuto tentare la sorte anche lì.

In ogni caso, tocca ammetterlo, la signora Graziella si è dimostrata molto più customer oriented della sua collega meneghina, mi ha registrata entusiasta come cliente e si è entusiasmata ancora di più quando ha scoperto che ero già registrata (e a quel punto mi è sembrato brutto confessarle di averci comprato, negli anni, solo qualche foulard agli albori della mia passata carriera finanziaria e un paio di regalini e non, chessò, 12 Birkin 35 in varie gradazioni di colore), ha preso nota dei miei numeri e promette di avvisarmi qualora la casa madre, sempre bontà sua, avesse voluto onorarli inviando loro qualche nuova borsa.

Cosa che effettivamente ha fatto e anche più volte, quindi onore al merito.

Ma l’apoteosi è giunta con la seconda puntata nel Sacro Tempio di Milano,  anche stavolta in compagnia di mio marito (anzi, addirittura è stato lui a suggerire la cosa, cosa molto insolita e quasi sospetta).

Qui veniamo nuovamente accolti dalla folta schiera di addetti alla security che, nonostante i muscoli, i walkie-talkie e il coltello tra i denti, si dimostrano in realtà piuttosto cordiali e gentili, scortandoci al piano di sopra, quello delle borse appunto.

Veniamo introdotti al cospetto dell’unica commessa libera in quel momento (poi si è capito il perché, probabilmente è libera sempre) , che chiameremo CSPDCC (Commessa Schizzata & Puzzona Dai Capelli Crespi), un nome facile da ricordare, lo so.

CSPDCC ha l’aria vagamente schizzata, con un guizzo folle nello sguardo, ma lì per lì non ci faccio caso: tutto quello che desidero è mettere finalmente le mani sulla Evelyne – del colore giusto!

Purtroppo  stavolta non riusciamo neppure a vederne una, di Evelyne, perché la simpatica vendeuse ci spiega prima che è praticamente impossibile riuscire ad avere quella borsa in un colore normale, addirittura un neutro e quindi un classico, e che il gris tourtourelle è andato per sempre, datato, out (peccato che invece sia uno dei colori della collezione Hermès autunno/inverno 2018 (ormai grazie alla mia neo-amica Graziella so TUTTO), ma lei giustamente non poteva anche essere informata, visto che essere schizzate e anche un po’ odiose è già un lavoro impegnativo!).

Le chiediamo di mostrarci quanto meno un’altra borsa di quel colore ma niente, praticamente tenta di dissuaderci da qualsiasi acquisto, soprattutto se la cosa potrebbe coinvolgerla personalmente e implicare, quindi, una qualche forma di lavoro.

Ogni tanto si interrompe, estrae una sorta di cellulare/mini tablet da una mini borsina Hermès e inizia freneticamente a digitarci qualcosa sopra (dai movimenti sospettiamo che stia giocando ad Angry Birds e sia arrivata al livello in cui deve abbattere una o più torri composte di mattoncini durissimi), dopodiché torna a comunicarci il triste verdetto: l’app ha decretato che Hermès è sfornito di borse color tortora modello Evelyne a livello Italia, mondo e addirittura galassia.

In una sorta di raptus improvviso, tenta anche disperatamente di convincermi ad acquistare il “nuovo” modello, una borsa molto rigida che proprio non mi piace. Quando glielo comunico (sono un tipo sincero), quasi sviene.

Mio marito ormai le sta ridendo apertamente in faccia, incredulo del fatto che una commessa, pardon vendeuse, di una boutique di quel calibro possa mancare così totalmente di eleganza nei modi, orientamento al cliente, classe e capacità di vendita.

Anche a me viene da ridere, e anche un po’ da prenderla a sberle a dire il vero, e forse se ne accorge, perché in uno slancio plateale di generosità estrae da un cassetto una misteriosa scatolina arancione e inizia ad aprirla al rallentatore (avete presente la scena in cui Mister Bean confeziona con incredibile flemma un regalo nel film “Love, Actually?” Ecco, così) , scosta la carta velina e – sicuramente aspettandosi urla estatiche da parte nostra – ci mostra per un breve istante un rettangolino del pellame da me cercato, persino del colore giusto!

A quel punto, sentendo che mio marito ha raggiunto il punto limite oltre il quale rischia di stendere la nostra CSPDCC con qualche commento sarcastico, cattivissimo e letale e sentendomi io stessa prossima a quel punto, le diciamo addio per sempre e usciamo.

Da allora, la gentile Graziella, la mia BFF della boutique Hermès della mia città, mi chiama quasi settimanalmente per propormi qualche nuovo arrivo, anche le altre venditrici mi riconoscono e sono sempre molto gentili, addirittura mi trattengono lì a fare due chiacchiere. Se non ho messo Hermès sulla mia personale black list, è merito loro.

L’ultima possibilità che mi hanno ventilato è quella di farmi fare una Evelyne personalizzata, del pellame e del colore che desidero. In tal caso, il tempo di attesa sarebbe di un anno.

Ora, purtroppo per Hermès io amo le borse, amo persino (lo confesso) il fascino che avvolge certi classici e alcuni oggetti di lusso, e sono anche disposta a pagare, qualche volta, un prezzo ingiustificato per averli.

Ma resto una bocconiana through and through sotto molti aspetti e, in quanto tale, piuttosto cinica e disincantata nei confronti dei canti delle allodole del consumismo e delle strategie di marketing adottate dalle case produttrici di beni di lusso. Le mie illusioni al riguardo si sono infrante molto tempo fa, tra un esame di marketing e lo studio della curva della domanda invertita dei beni di lusso.

Se compro una cosa, so cosa sto facendo, so cosa c’è dietro e so bene come io cliente vengo manipolata e indotta all’acquisto. So anche che non ci vuole un anno per realizzare e farmi avere una borsa di Hermès, per quanto ancora prodotta in Europa in alcune ore (non tantissime) di lavoro semi artigianale.

E di sicuro capisco che la “rarità” di certi oggetti è solo percepita, costruita ad arte, e serve a tenere altissimi i prezzi e a far percepire l’oggetto come ben più prezioso ed esclusivo di quello che, in realtà è. La verità è che il costo di produzione è una frazione infinitesima del prezzo di vendita e che anche aggiungendoci un bel margine per le spese di marketing, di immagine ecc. continua a costare poco al produttore.

Nel mio caso, la strategia non ha funzionato molto bene: tra la palese incapacità e maleducazione dell’ultima venditrice milanese e la finta irreperibilità della borsa, infatti, sto già valutando un’alternativa, molto simile nel colore, di un altro brand.

E sono sicura che, quando andrò a provarla, sarà effettivamente disponibile, potrò toccarla con mano senza troppe scene, me la vorranno davvero, davvero vendere e saranno anche molto gentili nel farlo. E ad acquisto fatto probabilmente mi offriranno anche da bere.

 

 

Chloé Faye : il colore è quello che vorrei e mi piace molto…

 

 

 

 

 

Look del giorno: denim, tracolla & blusa estiva

Oggi è una bellissima giornata di sole, il lavoro è a livelli normali (io di solito tendo a concentrarmi e a smaltire il più possibile nelle prime ore della giornata e poi di nuovo nelle prime ore del pomeriggio, in modo da avere un po’ di tempo per me) ed è anche venerdì!

Così ho optato per un look poco formale, con jeans a lavaggio medio e una blusa un po’ estiva e boho con le maniche a sbuffo (ho scoperto stranamente che mi piacciono, anche se le avevo sempre snobbate).

Cosa indosso:

Blusa, Zara, old, simili qui, qui, qui e qui (non dovrei far questo giochino dei “simili”, in pratica mi induco in tentazione da sola!! 😉 )

Jeans, Liu Jo, old (simili qui e qui)

Sandali, Michael Michael Kors via Yoox, simili qui, qui e ampia scelta qui 

Borsa, Louis Vuitton mod. Pochette Métis

 

Buon weekend a tutte/i!

xxx

 

Risultati del sondaggio

Tempo fa avevo pubblicato un sondaggio riguardante gli argomenti più graditi del blog. Certo, ci sono le statistiche che danno indicazioni abbastanza chiare, ma ero curiosa di avere qualche dettaglio in più, anche per capire un po’ meglio di cosa scrivere.

Avete partecipato in diverse, quindi grazie di cuore per l’aiuto!

Potete vedere i risultati qui.

I risultati sono stati abbastanza chiari: piacciono i post dedicati agli abbinamenti di capi e accessori specifici (per cui ho pensato di aggiungere altre puntate ai post sui “classici” del guardaroba e qualche capo “di stagione”, magari) , i look del giorno (non credevo, ma grazie ) e anche i post dedicati all’organizzazione del guardaroba (quindi decluttering, approccio più minimal al guardaroba, shopping intelligente ecc.), il che mi fa molto piacere perché ho sempre il timore che possano tediare o addirittura irritare chi magari compra tanto.

Perché, ovviamente, niente di quello che scrivo è in alcun modo giudicante, tutt’altro. Spesso si tratta di cose che ho sperimentato prima di tutto su me stessa, che sono la prima a subire il fascino delle cose belle e scintillanti nelle boutique e negli online store!

Fra le voci del sondaggio non compare quella delle wishlist e dei post di suggerimenti, spunti e idee modaioli, ma il post di qualche giorno fa dedicato alle mie “voglie” del momento ha fatto furore, con mio grande stupore, ed è stato consultato molte volte – vorrà dire che l’auto-terapia continuerà 😉 e ogni tanto aggiornerò la mia wishlist! 🙂

Sono grata naturalmente anche per i suggerimenti e gli spunti relativi a nuovi, possibili argomenti di cui parlare, quindi grazie a tutte quelle che mi hanno scritto e mi scrivono, spesso tramite la messaggistica di Instagram, per propormi qualche nuovo tema o fare domande specifiche.

Il sondaggio resta attivo ancora per un po’, per chi volesse partecipare.

Wishlist terapeutica

Dopo settimane di tranquillità sul fronte shopping oggi mi sento di nuovo in preda al desiderio – o meglio ai desideri. Ho visto diverse cose che mi piacciono un sacco, quasi tutte della nuova linea ASOS Design (non ho capito se è il nuovo nome delle cose realizzate direttamente da ASOS oppure una sottolinea, comunque ci ho trovato tutte quelle cose che sapevo di volere, ma non trovavo da nessuna parte – come se mi avessero letto nel pensiero e questo è molto, molto rischioso, aiuto!!)

Comunque, negli anni ho allenato molto il mio self-control in fatto di shopping e ho smesso di fare acquisti impulsivi che, dopo qualche momento di euforia, raramente danno soddisfazione .

Per farlo ho adottato varie misure, dalla “pausa di riflessione“, che può andare da 48 ore a svariate settimane (nel qual caso l’oggetto dei desideri spesso è già andato, risolvendo il problema alla radice, per così dire…), allo stilare appunto una wishlist delle cose che vorrei, tanto per metterle nero su bianco.

Ho pensato di farlo qui sul blog, che in quanto tale è anche un po’ un diario, seppure più frivolo che intimista.

Tra gli ehm… avvistamenti della giornata (poi ho smesso di guardare, evitando di farmi del male da sola…) troviamo:

Blazer rosa shocking

Pigiama stampa leopardo… anzi leopardi!!

Bikini a pois irregolari

Camicia bianca in parte trasparente

Sandali beige con laccetto alla caviglia, ma devo controllarmi perché ne ho già due paia perfette sul genere!!!!

 

Abito lungo arancione

 

Chemisier rosso

Vestitino svolazzino a pois

Vestitino monospalla con volant

Vestitino a righe

 

E confesso che potrei continuare… invece mi fermo qui, lascio decantare, ci penso più, scarto le cose che mi piacciono, ma non sono adatte alle mie occasioni d’uso e infine valuto cosa eventualmente ordinare. 😉

E voi? Siete in periodo shopperello o in fase tranquilla? Avete una shopping list attiva e cosa prevede in questo momento?

Come vestirci se siamo ingrassate

 

(Tutte le foto sono tratte da Pinterest)

Noi donne, si sa, siamo cicliche in un sacco di cose, incluso molto spesso il nostro peso, che nell’arco della vita (e spesso anche su intervalli di tempo molto più brevi) tende a oscillare almeno un po’.

Ma cosa fare quando i chili in più sono di più e improvvisamente non ci riconosciamo più allo specchio e, soprattutto, buona parte del nostro guardaroba sembra essere diventato improvvisamente inutilizzabile?

Mi è stato chiesto da una lettrice di scrivere un post su questo argomento e ci provo, attingendo sia alle mie esperienze passate che ad alcuni suggerimenti di noti stylist che ho trovato online.

Come mamma di due figli di 18 e 20 anni, naturalmente, ho vissuto anch’io la mia bella dose di ingrassamenti e successivi dimagrimenti  ma erano legati un motivo ben preciso e riguardavano soprattutto il girovita; inoltre, in caso di dolce attesa “grasso è bello”, per fortuna, ed esiste un vasto mercato (quanto meno oggi, ai miei tempi la scelta era decisamente più ridotta) per l’abbigliamento specifico.

Poi c’è stato un periodo della mia vita in cui avevo due figli piccoli e tanto, tantissimo lavoro (lavorando in proprio e trovandomi in una fase di boom della mia attività non mi sentivo nelle condizioni di dire troppi no, così accumulavo ore su ore di lavoro, oltre a voler fare comunque quasi tutto io per i miei figli; avevo una tata (non sempre valida nel sostituirmi) e qualche ora di aiuto domestico settimanale, quindi ero abbastanza fortunata, ma la fatica era comunque tanta).

In tutto questo mi sono ammalata, un’influenza di quelle brutte, lunghe e debilitanti, che mi ha lasciato lunghi strascichi di sinusite. Non respiravo, ero costantemente sovraffaticata, debilitata, anemica (come ho scoperto poi facendo gli esami) e soprattutto dimentica di me stessa – e a un certo punto, nel giro di poco tempo, mi sono ritrovata con quasi 10 kg in più.

Come mi ha spiegato poi l’endocrinologo, essendo io debilitata e al limite delle mie energie, il mio corpo cercava di compensare la mancanza di forze inducendomi a mangiare tantissimo.

Tutto questo succedeva circa 16 anni fa e ricordo ancora che all’epoca il mio capo feticcio era una gonna midi in vellutino a coste di Sisley cammello tagliata di sbieco che aveva il magico potere di slanciarmi parecchio. Praticamente indossavo solo quella, vedendomi bruttissima con quasi tutto il resto.

Poco tempo dopo ho fatto tutte le analisi e, piano piano, con una dieta bilanciata, in tre mesi abbondanti ho riperso tutto. Da allora cerco di mantenere il mio peso più o meno stabile con il buonsenso e uno stile di vita abbastanza sano, evitando diete di qualsiasi tipo.

Insomma, non ho sbalzi di peso estremi né dimagrimenti davvero radicali al mio attivo, ma so perfettamente come ci si sente quando niente nel nostro guardaroba sembra andarci bene!

Detto questo, ci sono comunque alcune misure che si possono mettere in pratica per ovviare al problema e ho cercato di raccoglierle qui.

1

RIORGANIZZATE IL GUARDAROBA

È una regola che vale sempre, ma in particolare in caso di aumento di peso: è sempre opportuno vestirsi per il qui e ora!

Riorganizzare l’armadio e togliete di mezzo

  • gli abiti troppo stretti/piccoli
  • gli abiti che vanno ancora bene, ma non ci donano
  • gli abiti che vanno ancora bene, ci donano magari come colore e tipologia, ma hanno tagli sfavorevoli per il nostro “nuovo” fisico
  • le scarpe strette (quando si prende peso spesso si cambia anche misura del piede; a me è capitato durante entrambe le gravidanze, sono passata dal 36 al 37)
  • gli abiti troppo larghi o comunque informi, che non ci valorizzano e non definiscono il punto vita

Regalate subito tutto quello che non vi piaceva/donava neppure prima, quando pesavate meno (e siate sincere con voi stesse nel farlo!), e stoccate temporaneamente altrove i vostri abiti da “magre” che ancora vi piacciono.

2

 

LA MISURA NON CONTA (VERAMENTE!)

Sforzatevi di non dar peso alla taglia – e non solo perché varia moltissimo da un marchio all’altro, ma perché davvero non è importante.

Quello che conta – non solo in caso di aumento di peso ma sempre – è come ci stanno i vestiti. Se il numerino sull’etichetta vi fa sentire a disagio – zac! – tagliatelo via e dimenticatevene. L’importante è che vi sentiate belle, sexy e a vostro agio!

Al tempo stesso, evitate di comprare taglie “over” solo perché avete preso alcuni chili: spesso si rischia di commettere l’errore opposto e ingoffarsi non aiuta affatto a sembrare più magre, anzi.

Se necessario, fate adattare i capi che usate di più da una brava sarta.

E quando fate shopping online e siete indecise, comprate direttamente le due taglie e tenete poi quella che vi sta meglio. È come vi sta addosso un capo – e non la taglia – a farvi sentire belle.

3

LESS IS MORE

 

Spesso l’istinto è quello di acquistare e indossare capi d’abbigliamento ricchi di tessuto e drappeggi – adatti a nascondere le forme. Errore! Non funziona praticamente mai.

Meglio scegliere capi d’abbigliamento dalle linee semplici e pulite (che, by the way, sono quelle che valorizzano al meglio QUALSIASI fisico) evitando un eccesso di “fronzoli”.

Ideali anche i capi che cadono leggermente morbidi, ma vestono perfetti di spalle e definiscono, senza stringerlo, il punto vita.

4

OCCHIO AL COLLO

Prediligete le scollature e le collane che tendono ad allungare il busto, creando quindi un effetto snellente. Quello che volete ottenere è un senso di verticalità: via libera quindi a scollature a V, eventualmente a cascata, incrociata e a collane lunghe che scendono a punta, creando appunto una linea verticale.

Due i vantaggi: allungano la linea del collo facendovi apparire più alte e attirano l’occhio sul punto vita, la parte comunque più stretta del corpo, facendovi apparire più proporzionate.

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ATTENZIONE ALLE LUNGHEZZE

Ognuna di noi ingrassa in modo diverso, io per esempio se metto su peso tendo a rimanere snella di gambe e fianchi e ad accumulare invece in zone poco piacevoli, come la pancia (le classiche maniglie dell’amore), la schiena (sigh) e un po’ le braccia.

Per chi tende a ingrassare in questo modo, un trucco che funziona è quello di utilizzare “sopra” lunghi ai fianchi e un po’ fascianti, che tendono ad allungare e slanciare il busto, riproporzionandolo rispetto alle gambe snelle.

Se invece le zone problematiche sono cosce e fianchi… Quest’anno gli abiti midi e maxi sono di gran moda!

In ogni caso, la regola generale con gonne e abiti è quella di scegliere lunghezze che terminino nel punto più snello della gamba. Basta fare qualche prova, potete anche provare ad applicare la formula indicata sopra.

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NON SOLO NERO

Personalmente sono una grande fan del nero, amo indossarlo, mi sta abbastanza bene e sì, è vero che snellisce.

MA non è l’unico colore ad avere questo superpotere: anche blu scuro, grigio medio, verde militare scuro, bordeaux e altre tonalità scure, specie se indossate in total look, producono lo stesso effetto.

Persino i colori chiari, se indossati “a colonna” (ossia scegliendo capi dello stesso colore sopra e sotto) , hanno il potere di slanciare la figura.

Un altro trucco strategico può essere quello di abbinare il nero ad altri colori, utilizzandolo in modo mirato per slanciare le aree che riteniamo più problematiche e ricorrendo invece a colori più chiari per quelle più snelle.

Anche gli accessori colorati aiutano: possono deviare l’attenzione e soprattutto illuminare il viso, togliendo anni e agendo come una sorta di lifting naturale.

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OCCHIO ALLE SCARPE

Qualche centimetro di tacco dona a tutte, se poi le scarpe sono scelte in una tonalità nude (quella più adatta al nostro incarnato) allungano e slanciano chiunque.

Anche decolleté e stivaletti a punta hanno un effetto slanciante, così come abbinare la scarpa al colore dei pantaloni.

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STUDIATE LE FORMULE

Non quelle matematiche ma quelle dei vostri outfit: una volta fatto qualche esperimento, definite 2-3 “divise” e silhouette con cui vi sentite belle a vostro agio. Sarà più semplice trovare infiniti modi per replicarle, apparendo però vestite in modo sempre diverso.

Inoltre, avere delle “divise” donanti aiuta anche a fare shopping mirato, evitando acquisti sbagliati.

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FATE SHOPPING

Ovviamente aver preso peso non significa fustigarsi su questo fronte, ma vale assolutamente la regola numero 1, quella del “qui e ora”: da evitare gli acquisti per “quando saremo magre” o quelli autopunitivi stile “voglio nascondermi in un sacco di juta”.

Vestitevi per come siete adesso, privilegiando magari acquisti che possano adattarsi nel tempo a un fisico più snello, se avete intenzione di perdere il peso accumulato.

Ottimi in questo caso tessuti con una buona percentuale di stretch, i tessuti Ponte oppure le linee che potranno essere facilmente adattate da una brava sarta, se ne vale la pena.

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RESTATE FEDELI A VOI STESSE

Capita di ingrassare, fa parte della vita di quasi tutte le donne, prima o poi. Non è un valido motivo per abbandonare il nostro stile, i nostri gusti e tutto quello che abbiamo sempre amato!

Vi è sempre piaciuto vestire di bianco, amate le righe orizzontali o le gonne corte sopra il ginocchio? Non c’è motivo di rinunciare, esistono capi dal taglio “intelligente” e adatti a voi in tutte le taglie!

Senza dimenticare che un bel viso ben truccato e dei bei capelli sono punti di forza che catalizzano l’attenzione e regalano fascino ben più di qualche rotolino in meno o della totale assenza di cellulite e che nessun aumento di peso potrà portarci via. Ergo, valorizzateli al massimo e sarete bellissime!

Adoro i decaloghi 😉 , per cui non aggiungerò altri punti a quest’elenco ma… ancora due cose: fare attività fisica è fondamentale sempre, tanto più in caso di aumento di peso. Non solo per riconquistare gradualmente la forma fisica e dimagrire meglio e più velocemente, ma perché ha un effetto quasi istantaneo sull’umore e sulla percezione che abbiamo del nostro corpo, regalandoci fin dai primi momenti un’iniezione di fiducia in noi stesse: che, insieme al volersi bene, sono i veri ingredienti fondamentali della nostra bellezza e felicità.

Infine, qualche libro sull’argomento:

How to never look fat again: over 1000 ways to look thinner

Trinny & Susannah – The Body Shape Bible

Vi è capitato di dover affrontare un aumento di peso? Se sì, come l’avete gestito a livello di guardaroba? Avete consigli da aggiungere all’elenco? Raccontatemi la vostra esperienza!

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